Abilità o Fortuna ? Parte 1

Per avere successo nel mondo del betting bisogna affinare le proprie abilità affinchè si possa trovare un vantaggio nel lungo termine rispetto alle quote offerte ai bookmakers.

La fortuna può portare profitti nel breve termine, tuttavia prima o dopo svanisce portandosi via tutti i profitti.

Trovato un sistema o una serie storico di scommesse è importante stabilire se tale risultato è dovuto semplicemente alla fortuna o a un vero vantaggio.

Questo è lo scopo principale di questa serie di articoli , insegnarvi come analizzare uno storico scommesse e valutare con quale probabilità il risultato sia dovuto alla mera fortuna o all’abilità / sistema.

Quanti tipster ci sono nel web ? Quale seguire ? Il mio sistema ha un vantaggio ?

Nel breve periodo possiamo essere abbagliati da un tipster / sistema che vince  ma non ha nessuna qualità e vi porterà di sicuro a una perdita, e allo stesso tempo un tipster / sistema che nel breve perde ma ha abilità e un vantaggio statistico.

Ovviamente lasciate perdere qualsiasi tipster che non abbia uno storico provato 🙂

Iniziamo

 

Lanciamo 20 volte una moneta. Le probabilità che ci sia un determinato numero di testa è governato dalla distribuzione binomiale Essendo che testa e croce hanno la stessa probabilità di uscire nei 20 lanci  la formazione 10 volte testa 10 volte croce è la piu probabile. Tuttavia questa formazione la troveremo solo il 18%  A volte troveremo 9 testa e 11 croci (il 16% ), a volte o 8 testa e 12 croci (il 12%) o molto raramente 5 stesta 15 croci (1%).

Sebbene i risultati nello sport-betting non siano eventi completamente aribtrari come il lancio di una moneta , mostrano un grado significativo di casualità intrinseca. La distribuzione delle probabilità sarà molto simile a quella del lancio della moneta visto prima. Puntando alla cieca con  delle quote eque ci si aspetta in di andare a pari per la maggior parte delle volte, o realizzare piccoli o profitti o piccole perdite.

Cosa centra tutto questo nel distinguere fortuna o abilità ?

Bene supponiamo che con 20 lanci di monete abbiamo ottenuto 16 teste. Secondo la teoria binomiale dovremmo aspettarci di vedere 16 o o piu teste solo 6 volte su 1000 serie di 20 lanci, supponendo ovviamente che la moneta sia equilibrata.

Sebbene sia possibile che ciò possa accadere per caso, potremmo gia dubitare a ragion veduta che la moneta sono sia cosi equa.. Supponiamo di lanciare altre 20 volte la monete e  questa volta escono 17 teste. In totale abbiamo 33 teste in 40 lanci. La teoria delle probabilità ci dice che ciò accade solo 1 su 47307 serie di 20 lanci. Credo non sia una blasfermia se affermiamo di essere abbastanza sicuri che la moneta non  è regolare. Se la lanciassimo altre 20 volte e otteniamo altre 18 teste avremmo un totale di 51 teste su 60 lanci, le probabilità sarebbero solo 1 su 64.829.077. E’ vero rimarrà sempre una proabilità finita (diversa da zero), ma la spiegazione molto piu probabile è che la moneta abbia qualche problema.

Possiamo eseguire esattamente la stessa analisi statistica nel mondo del betting.  A condizione che ogni scommessa piazzata fosse con un aspettativa di vincita fissa potremmo eseguire esattamente la stessa analisi binomiale. Ad esempio , supponiamo di avere delle puntate a quota 4 ovvero con una probabilità di vincita del 25%. Supponiamo di aver piazzato 100 scommesse e ne abbiamo vinte 50. La teoria binamiale ci consente di calcolare che la probabilità che questo accada è dai 1 su circa 15 milioni. Sebbene possa essere caso , la spiegazione piu logica e la quasi certezza che il nostro sistema o le nostre abilità abbiano un vantaggio matematico.

Come scommettitori ovviamente , difficilmente troveremo sempre la stessa quota da puntare e quindi l’analisi binomiale non è un’opzione valida per testare statisticamente uno storico. E’ più facile in questo ambito analizzare i rendimenti effettivi delle scommesse stesse piuttosto che il numero delle vittorie e perdite e confrontarli con ciò che sarebbe la norma. Il miglior test statistico allo scopo è quello che viene chiamato test T.

Sebbene la matematica alla base del test T sia leggermente diversa dal binomio, il punto importante da comprendere è che essenzialmente sta eseguendo lo stesso compito, quello di identificare se una serie di scommesse e del loro rendimento derivi dal caso o meno. Allo scopo il test T confronta essenzialmente una media con un’altra e cerca  la differenza significativa tra le due. Per lo storico delle nostre scommesse sportive significa confrontare il nostro profitto medio effettivo per scommessa con il profitto teorico atteso e determinare se questa differenza possa essere dovuta e con quale probabilità al caso.

Concludiamo la nostra prima parte con un esempio :

Un rendimento del 10% (decimale 0,1) equivale a realizzare un profitto medio di 0,1 unità per ogni unità puntata. In caso di puntata singola e un over-round tipico del 108% la nostra aspettativa media di profitto sarebbe -0,074. Il nostro test T confronta la media di 0,1 con la media attesa di -0,074 per il nostro campione di scommesse.

 

 

 

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